vite

Damien Hirst, 'Requiem, White Roses and Butterflies' (2008)

Damien Hirst, ‘Requiem, White Roses and Butterflies’ (2008)

la mano
che stringe d’assedio
l’ultimo raggio,
il giorno sfinito
che raccoglie
il sospiroso lamento,
l’eco indistinta
del rumore e
degli affanni quotidiani,
le direzioni prese ed intraprese,
i malumori, gli scambi,
le relazioni,
le passeggiate al tramonto,
gli occhi che sfiorano,
la pelle scorticata,
le lavatrici che girano,
girano, girano,

tutto è
ingombro di luce,
perfino
le nostre vite esitanti.

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